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Pubblicazioni della Direzione generale

Il patrimonio museale antropologico. Itinerari nelle regioni italiane: riflessioni e prospettive

La copertina del volume 'Il patrimonio museale antropologico' a cura della Commissione nazionale per i beni demoetnoantropologici
seconda edizione ampliata, [S.l.], Adnkronos cultura (stampa 2004)
399 pagine: illustrato; 28 cm
Costo: € 35,00

Perché una 2° edizione

prefazione di Valeria Cottini Petrucci

La seconda edizione di questo volume è stata resa necessaria dal grande successo che ha avuto la prima presentata in occasione delle Giornate Europee della Cultura nel settembre 2002. La pubblicazione è stata esaurita nel corso di pochissimo tempo e la richiesta da parte di studiosi, di operatori museali e degli enti locali ha sollecitato la ristampa, che esce arricchita di alcuni ampliamenti.

Rispetto alla prima edizione sono state apportate alcune correzioni e integrazioni che ad un'attenta revisione del testo ci sono apparse necessarie. In particolare, il settore dell'Italia nord-orientale (Triveneto) è stato arricchito e completato da uno specifico e puntuale studio sulla Venezia Giulia ad opera di Gian Paolo Gri che ha evidenziato la ricchezza e la partecipazione popolare alle tradizioni locali propria delle gente friulana.

Desidero sottolineare che il censimento è stato eseguito entro la prima metà del 2002: questo giustifica qualche eventuale lacuna perche i musei di tradizioni popolari possono essere suscettibili di rapide evoluzioni dovute non solo all'impegno delle istituzioni locali ma anche grazie allo zelo di persone impegnate sul terreno a raccogliere le testimonianze della loro tradizione.

Per la stesura dei testi è stata data agli autori ampia libertà nella scelta dei criteri da adottare per la ricognizione e per l'approccio alle varie tematiche, perche le realtà museali su tutto il nostro territorio nazionale presentaNo sostanzialmente molte diversità tra loro dovute a circostanze, opportunità, disponibilità di chi ha intrapreso il lavoro di recupero e di raccolta dei beni DEA, estremamente vari e diversi da zona a zona. Il quadro che risulta relativo alla situazione attuale dei musei demoetnoantropologici italiani è estremamente variegato e in continua possibilità di cambiamenti o trasformazioni; emergono tutte le problematiche che esistono intorno a questa tipologia di musei, per cui gli stessi ricercatori antropologi non sempre si trovano d'accordo sulla stessa definizione del termine popolare. È un argomento estremamente attuale e importante questo che merita un adeguato dibattito in relazione alle "condivisioni" e "divisioni" che evidenziano le diverse posizioni in merito al concetto di "popolare". Ci si augura che questa pubblicazione dia stimoli e spunti per un dialogo costruttivo che tenga conto delle differenti interpretazioni e che, pur nel rispetto di esse, definisca un comune linguaggio riferito ai beni DEA.

Desidero rivolgere a nome di tutta la Commissione un pensiero riconoscente a Tullio Tentori, scomparso il 10 gennaio u.s. per il suo contributo intelligente e operativo ai lavori della Commissione e per l'apporto continuo di collaborazione da Lui data per la valorizzazione dei Beni Culturali e in modo particolare di quelli Demoetnoantropologici.